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Giovedì, 21 Settembre 2017
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Folksonomy: la classificazione collaborativa online

La classificazione dei contenuti continua ad essere una delle questioni cruciali del World Wide Web. I miliardi di pagine presenti online continuano ad incrementarsi giorno per giorno, arricchendosi di nuove risorse: si tratta di un fenomeno a due facce, perché mentre da un lato cresce il numero delle informazioni a disposizione degli utenti, dall’altro diventa sempre più difficile riuscire a individuare la specifica informazione che si sta cercando. Siamo di fronte quindi a un immenso patrimonio di conoscenza che rischiamo di non riuscire ad utilizzare.

Contribuisce al problema il fatto che, grazie, allo sviluppo delle connessioni ad alta velocità, sul Web sono sempre più presenti, accanto ai testi, contenuti multimediali (immagini, audio, animazioni, video), sui quali non è possibile effettuare ricerche automatiche.

Occorre quindi poter classificare tutti i tipi di contenuti in base al loro significato, applicando loro delle “etichette testuali” che li descrivano, i cosiddetti tag o “metadati”. In questo modo i motori di ricerca possono individuare, a partire dai tag, i contenuti che corrispondono ad un determinato argomento.

Si tratta di una soluzione che crea un nuovo problema: in base a quali criteri l’autore di un contenuto web deve scegliere i tag da applicare? Il rischio è che le parole chiave scelte dall’autore per descrivere quello che ha pubblicato online non corrispondano alle parole chiave che l’utente sceglie per cercare quel tipo di contenuto.

Un tipo di strategia è quella che punta sull’uso di linguaggi formalizzati (tassonomie, ontologie): in questo caso gli autori devono applicare ai propri contenuti etichette standard, scelte tra quelle previste per l’argomento trattato. A partire da questi criteri uniformi di classificazione gli strumenti di ricerca possono restituire risultati più precisi e significativi per gli utenti.

E’ una strategia di difficile applicazione perché richiede un alto livello di competenza da parte degli autori di contenuti, mentre una delle caratteristiche del Web è che chiunque ha la possibilità di pubblicare online.

Nell’era del Web 2.0 è emersa un’altra possibilità: quella di sfruttare la dimensione collaborativa per creare una classificazione “dal basso”, informale e in continuo aggiornamento. E’ la cosiddetta “Folksonomy”, termine nato dalla fusione di folk (gente comune), e di taxonomy (tassonomia) – significa quindi “tassonomia della gente comune”. L’idea è quella di partire dalle “tassonomie” personali, che ciascuno si costruisce in base ai propri interessi e alle proprie conoscenze, e di integrarle progressivamente fino a costruire una tassonomia condivisa.

La folksonomy è diventata famosa soprattutto attraverso due servizi online: Flickr, sistema di condivisione di fotografie online, e Del.i.cio.us, sistema di condivisione di link a siti web (detto anche social bookmarking).

Come funziona la folksonomy? Quando un utente decide di pubblicare un’immagine per condividerla con altri utenti, aggiunge in un apposito campo alcune parole chiave (i tag) che la descrivono. Nonci sono regole per la scelta di queste parole, l’utente inserisce quelle che gli sembrano descrivere gli aspetti più rilevanti dell’immagine (potrebbe essere il luogo in cui è stata scattata, il periodo dell’anno, il soggetto ritratto, il colore predominante, la tecnica applicata…). Ma la scelta dei tag non riguarda solo gli autori: anche gli utenti che consultano il servizio possono aggiungere alle foto altrui nuovi tag che a loro sembrano utili (a partire dai loro criteri personali) per descriverla.

In questo modo l’elenco dei tag associati ad un’immagine è costruito collaborativamente da tutti quelli che utilizzano il servizio e che desiderano poter effettuare ricerche sulle immagini a partire dai propri criteri e interessi.

Ecco quindi le caratteristiche della folksnomy che abbiamo citato:

-       dal basso, perché i criteri applicati non sono predefiniti, ma emergono integrando le esperienze di molti;

-       informale, perché ciascuno è libero di scegliere i tag utilizzando il proprio linguaggio;

-       in continuo aggiornamento, perché la classificazione di un contenuto non è definita una volta per tutte, ma si evolve nel tempo sulla base delle esigenze degli utilizzatori.

Naturalmente anche la folksonomy comporta dei problemi, legati principalmente al duplice obiettivo di questo sistema: quello di classificare i contenuti in modo significativo per il singolo individuo e quello di rendere questi contenuti recuperabili e ritrovabili da altri utenti.

Se si analizzano i tag utilizzati in un servizio di folksonomy, si ritrova una grande quantità di tag utilizzati una volta sola: le origini di questo fenomeno possono essere sia errori di ortografia, sia anche l’uso di neologismi, magari creati unendo più parole per esprimere molti concetti in un termine unico. In questo caso l’esigenza dell’individuo è quella di esprimere nel modo più preciso possibile il contenuto dell’oggetto, in modo da poterlo recuperare in un secondo tempo. Al tempo stesso risulta impossibile per altre persone recuperare quello stesso oggetto identificato da un tag tanto soggettivo.

I correttivi possono essere di due tipi:

-       da un lato educare gli utenti ad una maggiore sensibilità per la condivisione, magari associando al proprio file sia tag “personali”, sia tag molto popolari tra gli altri utenti, in modo da rispondere nello stesso tempo alle esigenze individuali e a quelle collettive;

-       dall’altro lo stesso meccanismo collaborativo, per cui gli utenti possono aggiungere nuovi tag agli oggetti che consultano; meccanismo che è ancora più potente nei sistemi che consentono agli utenti di modificare i tag inseriti da altri (e quindi magari di eliminare errori, o di ricondurre tag gergali a tag più comuni).

 

Fonti

 

“Folksonomy Provides 70 Percent More Terms Than Taxonomy” di Thomas Vander Wal

http://www.vanderwal.net/random/entrysel.php?blog=1924

Data: 2007

Lingua: inglese

Formato: html

 

“Folksonomia E Tag: La Ricerca Sul Funzionamento Dei Tag” Di Marieke Guy E Emma Tonkin

http://www.masternewmedia.org/it/folsonomie/la_ricerca_sui_tag_di_Marieke_Guy_e_Emma_Tonkin_20060215.htm

Data: 2006

Lingua: italiano

Formato: html

 

“Interview whit Thomas Vander Wal”

http://business-shift.com/podcast/2015/3/27/shift-episode-034-thomas-vander-wal

Data:2015

Lingua:inglese

Formato:podcast

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