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Mercoledì, 20 Settembre 2017
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Le ICT per la diffusione della cultura

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L’iniziativa Policultura permette alle scuole di ogni ordine e grado di utilizzare in maniera semplice ed immediata le più recenti tecnologie per realizzare narrazioni multimediali efficaci. Senza prerequisiti tecnologici di nessun tipo, i docenti e i loro alunni possono iniziare immediatamente a comunicare in maniera efficace utilizzando Internet, realizzando senza sforzi un oggetto che può essere fruito su cd-rom, come sito web e sotto forma di file per iPod. In occasione di Expo 2015 l'iniziativa è stata ribattezzata PoliCulturaExpoMilano2015.

Una delle possibili definizioni di alfabetizzazione digitale è l’abilità di “creare in modo efficace, usare e comunicare informazioni” (US National Commission on Library and Information Science, 2003). Un problema oggi al centro del dibattito tra le autorità scolastiche di molti paesi riguarda le modalità per insegnare questa abilità negli ambienti scolastici, come insegnare, cioè, ad usare la tecnologia per comunicare in modo efficace, piuttosto che insegnare le Tecnologie della Comunicazione di per sé.

Un esempio di introduzione delle ICT a scuola che ha avuto molto successo è l’iniziativa del Politecnico di Milano PoliCultura (www.policultura.it), sostenuta anche da alcuni Uffici Scolastici Regionali, il cui obiettivo è quello di dimostrare come il connubio tra cultura e tecnologia sia non solo possibile ma anche auspicabile ed invita a comunicare cultura utilizzando le tecnologie dell’informazione.

La prima edizione di PoliCultura si è svolta durante l’anno scolastico 2006/07, con più di 50 classi partecipanti provenienti da tutta Italia e negli anni si è rinnovata andando a coinvolgere quasi 25.000 studenti tra i 5 e i 18 anni e oltre 1.500 docenti..

PoliCultura è innanzitutto un’occasione didattica: gli studenti e i loro insegnanti realizzano “narrazioni” multimediali e multicanale (che sono, con un unico sforzo, un sito Web navigabile da pc, smartphone e tablet, un CD-rom, un documento cartaceo, un poster e una trasmissione Web-TV caricabile su YooTube) su un tema culturale. Per fare ciò, utilizzano uno straordinario “motore” (ovvero uno strumento software da utilizzare online) messo a disposizione gratuitamente dal Politecnico di Milano. In secondo luogo, l’iniziativa è anche un grande concorso nazionale e regionale: importanti esponenti della cultura Italiana presiedono le giurie nazionali e sponsor prestigiosi hanno assicurato premi interessanti per i vincitori.

PoliCultura prende il via grazie ad una nuova tecnica di produzione di contenuti che prende il nome di “instant multimedia” (multimedia istantaneo) chiamata 1001storia, sviluppata dal laboratorio HOC del Politecnico di Milano e sperimentata su larga scala con diversi partner, alcuni di grande prestigio. A questa tecnica appartengono un design di navigazione che avvicina l’applicazione multimediale ad una vera e propria narrazione e permette o di fruirla interamente, o soltanto soffermandosi per ascoltare/leggere i punti salienti; un processo di produzione dei contenuti che permette di realizzarli in breve tempo, mantenendo però accuratezza e autorevolezza e il “motore” per la creazione delle applicazioni multimediali.

L’uso del motore è semplicissimo e non richiede alcun prerequisito tecnico: le classi possono concentrarsi esclusivamente sui contenuti e sulla realizzazione di una comunicazione efficace, piuttosto che su aspetti prettamente tecnologici.

Quest’ultimo è un fattore fondamentale per la promozione di una alfabetizzazione digitale all’interno della scuola italiana: molti docenti, appartenenti soprattutto all’area umanistica, non usano le tecnologie in classe come supporto educativo o per la programmazione delle loro attività, pur rendendosi conto del grande valore che possono avere come risorse per l’apprendimento e per la motivazione degli studenti. Spesso però le nuove tecnologie non sono familiari per i docenti e si sente il bisogno di soluzioni tecnologiche veloci, pratiche e di facile utilizzo. PoliCultura si è dimostrato in questo senso uno strumento efficace: il cuore dell’iniziativa rimane la produzione e l’organizzazione dei contenuti e non l’aspetto tecnologico.

Come si legge sul sito ufficiale dell’iniziativa “I dati raccolti finora mostrano che gli studenti acquisiscono solidi benefici: familiarità con le  tecnologie, competenze “autoriali” con il multimedia, abilità nel lavoro di gruppo e nello sviluppo di progetti… In aggiunta, viene riportata spesso una maggiore motivazione nella partecipazione alle attività scolastiche in generale”.

Thomas Reeves, docente dell'Università della Georgia e uno tra i più importanti esperti mondiali di didattica supportata dalle nuove tecnologie, spiega come PoliCultura e l’uso dello “strumento “1001storia”, permetta agli studenti di svolgere il ruolo di designer, e di usare la tecnologia come strumento cognitivo per analizzare il mondo, accedendo ad informazioni e interpretandole, organizzando la loro conoscenza personale, rappresentando ciò che conoscono agli altri, ricevendo osservazioni critiche dagli altri studenti, dagli insegnanti e da esperti esterni, raffinando in questo modo nel tempo la loro rappresentazione della conoscenza.

Numerosi studi hanno dimostrato che i risultati in termini di apprendimento da parte di studenti che costruiscono questo tipo di rappresentazioni esterne della loro conoscenza sono più forti, durevoli e trasferibili efficacemente in nuovi contesti”. Leonardo Paoluzzi, dirigente scolastico dell'ITCP V. Bonifazi, di Civitanova Marche esprime un’opinione fortemente positiva su PoliCultura: “Il concorso di didattica sperimentale PoliCultura può generare una vibrazione didattica innovativa, lungo tutto il territorio nazionale e lasciare nelle scuole una straordinaria testimonianza operativa da cui attingere, per una prassi didattica quotidiana, quanto di meglio possa emergere all’insegna di una preziosa alleanza tra Cultura, Tecnologia e nuova Pedagogia”.

Fonti

 

PoliCultura (il sito dell’iniziativa)

www.policultura.it

Data: 2007

Lingua: italiano

Formato: html

 

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