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Martedì, 21 Novembre 2017
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Quatraro: “Cloud computing, perché a un’azienda conviene stare tra le nuvole”

In un futuro che ormai si confonde sempre più con il presente, Cloud computing, dispositivi mobili e ogni tipo di oggetto elettronico si fonderanno insieme nell’Internet of Things.

 La storia del Cloud Computing ha inizio nel 1955 quando Douglas Parkhill scrive il volume “The challenge of the computer utility” dove mette il mondo IT sullo stesso piano di servizi come acqua, gas o simili. Con l’arrivo degni anni ’70 si cominciarono a creare i primi network privati, ma tutto era molto lontano dall’utilizzo pubblico di queste tecnologia. È il 1989 quando al CERN viene ufficialmente rilasciato il nostro odierno WWW, adesso i computer non sono più oggetti, calcolatori fini a se stessi, diventano invece una rete complessa sempre collegata senza connessioni fisiche. È il motore che da il via alle idee cloud.
Sei anni dopo si sente parlare per la prima volta di Cloud Computing e nel 2004 nasce il servizio di email in Cloyd di Google.
Oggi sono sempre di più le piccole e medie imprese che scelgono di virtualizzare la capacità di un server e le applicazioni aziendali risparmiando così su hardware e software. Il Cloud Computing del resto è già stato annunciato come la nuova frontiera dell’IT per l’Italia.
Il Cloud continua ad evolversi con un processo graduale e apparentemente ogni anno di più viviamo in una società Cloud Computing based, un mondo in cui non si potrà prescindere da servizi Saas e PaaS, e da un futuro dove non si installerà più niente di fisico nei nostri dispositivi.

Fonte: Che futuro

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