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Mercoledì, 20 Settembre 2017
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Rassegna tematica: User Generated Content

Il termine “User Generated Content” è divenuto molto popolare sul Web verso il 2005e stava a indicare il modello di una nuova generazione di siti web di successo basati non sull’offerta di contenuti prodotti in modo industriale, ma piuttosto sulla disponibilità di strumenti che gli utenti comuni possono utilizzare per pubblicare testi, video, fotografie, condividerli con altri e discuterli. Questo tipo di applicazioni si sono dimostrate capaci sia di assicurare la notorietà a nuovi talenti, sia soprattutto di costituire un nuovo efficace canale di marketing, basato sul dialogo e il coinvolgimento dell’utente e potenziale consumatore.

1. “Cos’è e come funziona lo user generated content” di Fastweb

http://www.fastweb.it/social/cos-e-e-come-funziona-lo-user-generated-content/

Data: 2014

Lingua: Italiano

Formato: Html

 

L’articolo spiega che cos’è l’User Generated Content dalla data della sua nascita (2005) a oggi e analizza 3 aree: UGC e giornalismo, sfociato poi nel citizen journalism, UGC ed e-commerce (con realtà come Amazon) e UGC e porno (video amatoriali)..

 

2. “The User-Generated Content Myth” di Scott Karp

http://publishing2.com/2007/10/26/the-user-generated-content-myth/

Data: 2007

Lingua: Inglese

Formato: Html

 

A rileggerlo oggi (sono passato 8 anni) sembra davvero fuori contesto. L’autore infatti sosteneva che l’espressione “user generated content” fosse più un mito che una realtà. Secondo Karp infatti era raro che nei siti come Flickr o Youtube potessero essere presenti contenuti di qualche valore, sostenendo che si trattasse di strumenti utilizzati da persone già in possesso di competenze professionali. Il fenomeno dei vari youtubers (italiani e internazionali) ha dimostrato che non fosse esattamente così.

 

3. “The User-Generated Content Reality” di Mark Hopkins

http://mashable.com/2007/10/28/the-user-generated-content-reality/

Data: 2007

Lingua: Inglese

Formato: Html

 

L’autore critica l’intervento di Karp (il precedente articolo), sostenendo che i detrattori dello User Generated Content sono sviati da un concetto tradizionale di “contenuto”. Se partiamo da un’idea “professionale” di contenuti sicuramente dobbiamo concludere che sono pochissimi gli utenti che hanno le competenze per produrli, pur avendo a disposizione strumenti che rendono possibile ed estremamente semplice la pubblicazione online. Eppure gli utenti pubblicano sui sistemi di condivisione tantissimi dati, informazioni, contenuti “grezzi”, che se vengono opportunamente analizzati possono suggerire idee nuove, spunti creativi, punti di vista non prevedibili sugli interessi e i bisogni delle persone e sulle possibili soluzioni.

 

4. “Principles for User Generated Content Services”

http://www.ugcprinciples.com/

Data: 2008

Lingua: Inglese

Formato: Html

 

In questo sito, costituito da un’unica pagina, è stato di recente pubblicato il documento approvato da alcune “major” della produzione di contenuti multimediali per regolamentare la questione del Copyright sui siti di User Generated Content. Vengono date indicazioni su come questi siti dovrebbero operare per impedire che gli utenti pubblichino online materiali (video, musica, ecc.) coperti da copyright. Questo, secondo gli autori del documento, darebbe spazio ai contenuti originali prodotti dagli utenti, e quindi favorirebbe la creatività.

 

5. “How User Generated Content Marketing is helping America discover new, creative talent” di Andre Bourque

http://www.huffingtonpost.com/andre-bourque/user-generated-content-ma_b_6703186.html

Data: 2015

Lingua: Inglese

Formato: Html

Qualcuno pensa che l’UGC sia morto, l’autore dell’articolo ci dice invece come negli USA i contenuti generati dagli utenti stiano aiutando molte aziende a generare profitti. Si cita come esempio il sito internazionale della Kraft, che permette agli utenti di caricare le proprie ricette.

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