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Mercoledì, 20 Settembre 2017
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Scuola digitale, I migliori casi italiani

altÈ un panorama vario, articolato e sfaccettato quello della scuola digitale italiana. Progetti, esperimenti interessanti e buone pratiche non mancano, ma si tratta spesso di fenomeni isolati, lasciati alla buona volontà di singole scuole o singoli insegnanti, o dettati dall’impulso di colossi internazionali in campo tecnologico.
Sono così sempre più gli insegnanti che creano gruppi sui social network, ma quello che deve cambiare è soprattutto la didattica: riduzione delle lezioni frontali e più spazio alla didattica per competenze.
Si muove in questa direzione il progetto “Scuola Lombardia Digitale”, coordinato da Dianora Bardi, che fa della regione il laboratorio nazionale della scuola digitale. “Più di 320 scuole, oltre 4 mila docenti e dirigenti scolastici lavoreranno in Cloud, dando vita a un grande consiglio di classe diffuso, che si confronterà sui tema della scuola digitale - spiega Dianora Bardi - Tema di discussione non sarà solo l’utilizzo dei tablet, si ragionerà sulla didattica, su come dovranno essere strutturate le classi del futuro, quali arredi sono più funzionali, quali sono le tecnologie più utili. L’obiettivo è quello di fare una sintesi dell’esperienza maturata sul campo e presentarla al MIUR”. In questo modo si vuole provare a scongiurare quello che fino ad ora si è rivelato uno dei maggiori problemi nella digitalizzazione della scuola italiana: la segmentazione delle esperienze e la scarsa capacità di condivisione delle buone pratiche.

 Un esempio significativo arriva poi dall’Istituto paritario Frejus, ski college di Bardonecchia, diventata la prima scuola “total tablet” italiana: lavagne elettroniche, tablet e lezioni in rete tramite il cloud computing, per permettere agli studenti/sciatori impegnati nelle gare, di seguire le lezioni a distanza.
La sperimentazione non riguarda solo la scuola secondaria, di primo e secondo grado; ma si diffonde sempre più nelle scuole primarie e inizia ad affacciarsi nella scuola materna. Il primo caso in Italia è quello de La Casa di DADA, asilo nido e scuola dell’infanzia non paritaria di Pecetto Torinese, diretta da Mirella Maglio. Il progetto DADA 1.0, inaugurato quest’anno, non si propone come un laboratorio di informatica, ma prevede l’inserimento dell’iPad tra gli strumenti tradizionali per esplorare le diverse aree didattiche: dalla motricità alla musica, dalla narrazione ai primi approcci coi numeri. 

Fonte: Agenda Digitale

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