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Giovedì, 23 Novembre 2017
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Un manifesto per la formazione

I dieci punti per garantire l'apprendimento continuo presentati alla fiera Expo Training.

L'orientamento il primo passo per la qualificazione.

Dare vita a una «coscienza collettiva» della formazione, garantire trasparenza nella gestione dei fondi contro l'irregolarità e le frodi, via libera piani di riqualificazione a beneficio dei disoccupati. E, infine, assicurare il diritto alla acquisizione delle competenze di qualità per i lavoratori. Sono le quattro assi su cui si poggia il Manifesto della buona formazione, stilato per essere sottoposto alle istituzioni e presentato, la scorsa settimana, a Milano, durante la fiera Expo training.


A giudizio del patron dell'evento, Carlo Barberis, nell'edizione 2013 (dai numeri rilevanti, ossia 5 mila visitatori di cui 4 mila aziende e 150 tra convegni e workshop tematici) non sono mancate valide proposte «per migliorare il funzionamento dei processi di formativi in Italia», nella consapevolezza che l'apprendimento continuo «deve diventare lo strumento principale per sostenere l'occupabilità di tutte le persone» durante la loro carriera.
E proprio in questa direzione va il progetto della Dote unica lavoro della regione Lombardia, da sviluppare mediante un «moderno sistema di flexsecurity d'ispirazione europea», sulla base del quale promuovere anche la colloca: zinne di chi si trova in cassa integrazione straordinaria. A illustrarne i contenuti l'assessore al lavoro del Pirellone, Valentina Aprea, spiegando che sono stati stanziati 48 milioni di euro e che si prevede il coinvolgimento di circa 40 mila persone.
Ecco gli «step» fissati: si parte dall'accoglienza, poi si passa all'orientamento, più avanti c'è il momento del consolidamento delle competenze, a seguire l'accompagnamento verso esperienze professionalizzanti in ambiti professionali e, infine, il momento dell'avvio al lavoro vero e proprio. Gli operatori accreditati presso la regione sono sia pubblici, sia privati, e l'intero meccanismo finanziario «funziona attraverso un sistema premiante», che incentiva e conferisce un riconoscimento alle strutture «che ottengono i maggiori risultati in termini di ricollocazione delle persone».

Fonte: ItaliaOggi

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