Italian Arabic Bulgarian Chinese (Simplified) English Finnish French German Japanese Portuguese Romanian Russian Serbian Spanish Swedish    Powered by TraduciMappa del sito
Sei qui: Home » Notizie » News
Martedì, 22 Maggio 2018

News

E-mail Stampa

La tecnologia al servizio del welfare aziendale

La Rivoluzione del Welfare Aziendale: semplificazione e innovazione sociale (2016)Ci sono le persone, ci sono i bisogni, c’è la tecnologia. Ci domandiamo da tempo se questi elementi possono essere legati tra di loro.  

Non è una semplice questione di “prodotti digitali in funzione di… un progetto, un obiettivo, un percorso di sviluppo”. Penso che vi sia un ragionamento complessivo da condividere, un punto di vista da dibattere.

La mia visione non parte né dalle macchine né dalla tecnologia slegata dal suo utilizzo: parte dall’analisi della natura delle attività umane. Da questa analisi, nasce il convincimento che le funzioni umane non sono tra loro separabili. Ad esempio: io stessa sono donna, e contemporaneamente madre, imprenditrice, moglie, volontaria, ricercatrice. In momenti successivi ma quasi indistinguibili: leggo, studio, imparo, dimentico, agisco, lavoro, comunico, mi informo, condivido, progetto, realizzo, gioco, cerco, … Questa realtà non può essere affrontata come se le funzioni fossero separabili; al contrario deve essere vista in modo unitario, integrato, olistico. Per questi motivi, la tecnologia che gli individui usano ogni giorno non può rivolgersi ad una sola funzione della persona, ma deve essere pervasiva rispetto ai vari ruoli ed alle varie fasi dell’attività umana.

L'integrazione come punto di partenza per l'uso della tecnologia al servizio del welfare aziendale (Gianna Martinengo, 2011)Proprio per valorizzare questa visione, sin dagli anni ‘80 il mio percorso di ricerca ha riguardato dialogo ed interazione tra persone mediato dalla tecnologia. Nei progetti di innovazione dedicati alle aziende, già allora vi era la necessità di orientare, anzi, centrare gli sviluppi di tecnologie innovative verso una visione interattiva e dialogica. D’altra parte, cos’è l’insegnamento (o meglio: l’apprendimento) se non il risultato di un insieme di conversazioni? Era questa la missione di Dida*el, Didattica con Elaboratore, la mia prima azienda.

Interazione significa inter-azione. L’azione che ognuno esercita sull’altro non è necessariamente fisica, ma può essere cognitiva, ossia può modificare progressivamente conoscenza ed emozioni a disposizione dell’interlocutore. Il dialogo è la struttura comunicativa e l’interazione ne è il risultato. Questo non vale soltanto per l’insegnamento-apprendimento, ma in generale negli scambi tipici dell’attività lavorativa. Il lavoro, nel nuovo mondo dei servizi, è dunque costituito da scambi di conoscenza grazie alle conversazioni: dialoghi ed interazioni. Negli anni ’90 la nostra attività ha dunque progressivamente affrontato i temi del lavoro collaborativo con gli stessi strumenti concettuali validi per le situazioni di insegnamento-apprendimento.

Negli stessi anni 2000 si imponevano progressivamente Internet – la rete – e Web – i suoi contenuti: documenti, persone e classificatori (parole chiave, titoli, …). Questo fenomeno ha amplificato l’interesse collettivo verso una visione dialogica, interattiva ma anche sociale, non più solo personale. In altre parole: tutti hanno avuto progressivamente accesso a tutti gli altri, indipendentemente da luogo e tempo. La costruzione di conoscenza – e l’intelligenza ad essa legata - sono diventate collettive e sempre più sociali.

La centralità della persona ha permeato tutti i progetti di Didael KTS, Knowledge Technology Services, l’azienda che dal 2010 ha adottato come missione aziendale “e-learning, e-work ed e-communication”. Avendo ben presente che intelligenza razionale ed emotiva sono strettamente legate, ci siamo posti il problema degli effetti sociali non più soltanto individuali delle conversazioni in rete. Da ciò il nuovo legame del nostro lavoro non solo su tecniche e competenze individuali, ma anche su aspetti di welfare, inteso come “ben-essere”. Si tratta perciò di sfruttare le tecnologie per migliorare la qualità della vita delle persone.

Da qui è nato per esempio, nel 2011, il progetto Maggiordomo Digitale, in risposta al Bando Regione Lombardia “Cofinanziamento di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale”. Per noi è stato facile entrare in sinergia con questa nuova proposta delle istituzioni: ragionare sui servizi di cui i cittadini ed i dipendenti delle aziende hanno bisogno per lavorare e vivere meglio.

Di pari passo con l’evoluzione della tecnologia, abbiamo osservato con interesse il fatto che le persone chiedessero progressivamente sostegno ed aiuto, e che le aziende fossero sempre più orientate ad offrire soluzioni innovative per migliorare il welfare all’interno delle loro comunità. Contestualmente la normativa ha iniziato a fare piccoli passi, in un percorso che si è fatto virtuoso.

Sono particolarmente orgogliosa di aver ideato il progetto Maggiordomo Digitale, non solo per l’impatto che ha avuto nei confronti della comunità lombarda, ma anche perché si è trattato del primo progetto di innovazione tecnologica e sociale alo stesso tempo, rivolto alle piccole e medie imprese dell’imprenditoria femminile.

A questo punto dell’evoluzione della società, il welfare aziendale è chiamato a una nuova sfida: non più rispondere ai bisogni delle persone solo attraverso semplici ticket di prodotto o di servizio. È richiesto un approccio più ampio, che contempli anche opportunità ed offerte di natura culturale, formativa ed informativa. Questo è conseguenza del nuovo modo di vivere, non solo all’interno del mondo del lavoro, ma anche in famiglia. Sono state identificate nuove esigenze ed opportunità per facilitare e potenziare la qualità della vita nelle città, nelle singole case, sul lavoro, nei trasporti, nelle scuole, …

Questo è il welfare aziendale per il quale Didael KTS sviluppa progetti, prodotti e servizi di consulenza.

A questo proposito, mi fa piacere annunciare che recentemente Didael KTS ha firmato una convenzione con Edenred, azienda specializzata nelle soluzioni transazionali destinate ad imprese, dipendenti e merchant, per proporre alcuni dei propri prodotti a catalogo  all’interno dell’offerta di welfare aziendale. I beneficiari potranno accedere ai numerosi corsi on line frutto della esperienza consolidata e riconosciuta nel digital learning, mediante l’utilizzo dei Ticket Welfare. Il funzionamento è molto semplice: l’azienda assegna un importo ai propri dipendenti, che possono trasformarlo in un ticket spendibile per sé o la famiglia. Le attività convenzionate tra cui può scegliere il beneficiario sono ben 3.000!

I corsi Didael KTS che i dipendenti possono attivare sono tantissimi e comprendono l’apprendimento delle lingue (sia dell’italiano da parte degli stranieri, che delle lingue estere da parte degli italiani, con diversi livelli), i principali pacchetti informatici in uso nelle famiglie, giochi interattivi per scoprire l’uso del pc rivolto ai bambini. Fondamentale - e molto utilizzato anche in contesti differenti - è anche il programma dedicato al caregiving famigliare, Badandum.

“Multimedialità ed coinvolgimento” sono i tratti distintivo di tutti i prodotti Didael KTS che arricchiscono la piattaforma Edenred. Desideriamo che le persone possano accedere alla formazione utilizzando tutti i mezzi più attuali del digital learning, in modo che la comprensione e l’apprendimento siano veloci e molto efficaci. 

Per avere maggiori informazioni in merito alla normativa che sostiene i progetti di welfare aziendale, conoscere le possibilità esistenti (di benefit, iniziative ed aree di interesse), è possibile consultare il sito https://www.welfare-aziendale.it/.

Gianna Martinengo

Scarica e consulta il catalogo dell'offerta DKTS in convenzione con Edenred.

E-mail Stampa

- Buzz + Social

Saper utilizzare al meglio i Social Network a scopo professionale

Tutti hanno un profilo Facebook o usano LinkedIn e principali Social Media. Ma chi, realmente, conosce le specifiche di questi strumenti e sa sfruttarle al meglio, sia a livello personale che professionale? Didael KTS ha ideato un corso per trasformare la classica fruizione dei Social Media in esperienza di qualità, in competenza da utilizzare sul posto di lavoro o da inserire nel proprio curriculum vitae per valorizzarlo. 

Il corso è rivolto a singoli professionisti, aziende, enti pubblici, associazioni e a giovani universitari.

E-mail Stampa

Europa chiama, Women&tech risponde

"Women & Digital Jobs in Europe", il 6 marzo incontro al Parlamento Europeo

 

Le “donne protagoniste” non è più, da tanto tempo, uno slogan, ma un percorso concreto, che muove importanti passi anche grazie alla trasformazione digitale. Mentre ancora, purtroppo, ci si deve confrontare con gli stereotipi di genere, le donne sono impegnate attivamente a costruire una società più equa e ricca di possibilità per tutti.

Gianna Martinengo, presidente di Didae KTS e fondatrice di Women&Tech - Associazione Donne e Tecnologie, da anni è impegnata, insieme alle associate, nel lavoro di sensibilizzazione di imprese ed enti pubblici nei confronti di una digitalizzazione intelligente, ossia votata non solo al business, ma anche all’innovazione sociale. Questo impegno si traduce in progetti concreti promossi da Womentech, anche su sollecitazioni di realtà internazionali, come il Parlamento Europeo.

Il prossimo evento nel segno delle professioni digitali del futuro e del ruolo delle donne, “Women & Digital Jobs in Europe”, si terrà martedì 6 marzo, dalle 12.00 alle 14.30, proprio presso il Parlamento Europeo (Place du Luxembourg, 1047 Bruxelles, Room ASP5E2). L’Associazione ha invitato a parlare speaker di livello internazionale e coinvolti appieno, anche a livello di Comunità Europea, nel processo di valorizzazione del ruolo delle donne e delle professioni digitali.

Il coordinamento e la grafica dell’evento sono a cura di Didael KTS.

I saluti introduttivi saranno a cura di Silvia Costa, Committee on Culture and Education, European Parliament; Andrea Almeida-Cordeiro, Member of Cabinet of the Commissioner Mariya Gabriel - Digital Economy and Society; Lucilla Sioli, Director for Digital Industry, European Commission.

A prendere la parola nella tavola rotonda, introdotta e moderata da Gianna Martinengo, saranno rappresentanti delle aziende e del mondo accademico: Amal El Fallah Seghrouchni, Full Professor University Pierre and Marie Curie, Head of Multi-Agent Systems Team (SMA); Catherine Ladousse, Executive Director Communication EMEA Lenovo; Franca Melfi, professor of Thoracic Surgery, University of Pisa; Chief of Robotic Multispeciality Center for Surgery, University Hospital of Pisa; Christiane Noll, Vice President, Country Manager, Avanade Österreich GmbH; Catuscia Palamidessi, Director of Research, INRIA; Monica Rancati, Human Resources Europe, Microsoft.

Le conclusioni saranno a cura di Patrizia Toia, Vice Chair of ITRE, Committe on Industry, Research and Energy, European Parliament.

Gianna Martinengo ha partecipato come relatrice a "Women in ICT", public hearing presso il Parlamento Europeo il 25 aprile 2013 in cui anticipava i concetti che sono ora alla base della evoluzione "da STEM a STEAM". Qui il suo intervento di allora.

E-mail Stampa

Didael KTS con il Comitato "Officina Dopo di Noi" per la realizzazione del sito web

Officina Dopo di NoiNel nostro Paese, il delicato tema del "dopo di noi" è normato dalla legge 112/2016: un passo concreto perché tutti i soggetti coinvolti nella tutela delle persone con disabilità possano operare in modo efficace e coordinato.
Per sostenere l'attuazione della legge e allo stesso tempo verificare quanto succede nelle regioni, diffondere le buone pratiche, coinvolgere le associazioni e gli enti locali, il 23 giugno 2017 è nato il "Comitato Officina Dopo di Noi" (presidente del Consiglio di indirizzo è la senatrice Annamaria Parente, Presidente e Vice-Presidente del Comitato di gestione sono rispettivamente l’avvocato Michele Falzone e il notaio Monica De Paoli).
 
Didael KTS ha affiancato il Comitato nella comunicazione digitale, progettando e sviluppando il sito web, on line dal primo febbraio, Officinadopodinoi.it.
Il sito è stato studiato graficamente in modo da affrontare le due tematiche portanti (la disabilità, la preoccupazione delle famiglie per il futuro delle persone disabili) in modo sereno.
"I contenuti del sito - precisa la Presidente di Didael KTS, Gianna Martinengo - sono positivi, nel senso che sono carichi di speranza e 'azione'. La pagina racconta l'impegno del Comitato nei confronti della divulgazione e sensibilizzazione del tema; fa da raccordo tra tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni, alle associazioni di familiari, ai cittadini. La famiglia è il perno di tutti i progetti: il sito rappresenta uno spazio nel quale raccontare, confrontarsi, monitorare, spingere verso soluzioni efficaci".
 
Officinadopodinoi.it ospita anche lo Statuto del Comitato, indica i riferimenti normativi e in futuro verrà arricchito con le esperienze che da tutta Italia saranno condivise.
La comunicazione di Officina Dopo di Noi è allargata, in modo integrato anche a livello visivo, con i Social, Facebook, LinkedIn e Instagram.
 
Gli altri progetti Didael KTS in tema di innovazione sociale
Officinadopodinoi.it è l'ultimo progetto, in ordine di tempo, seguito da DKTS: l'interesse nei confronti della tematica dell'innovazione sociale è uno dei capisaldi della strategia dell'azienda, oltre che un tema che coinvolge personalmente Gianna Martinengo. "Dagli anni Ottanta - spiega - ho sempre cercato di ideare e proporre numerose attività e soluzioni che, attraverso la tecnologia, potessero migliorare la qualità della vita delle persone. La tecnologia, in questo senso, è davvero un prezioso alleato, per combattere la disuguaglianza sociale, sostenere il welfare, aiutare i cittadini".
Tra le soluzioni che Didael KTSha catalogo, subito disponibili per l'utilizzo, si ricorda Badandum, prodotto realizzato nell'ambito del progetto Caregiver di Centro Studi Cure Domiciliari (CSCD), corso online dedicato a tutte le tematiche inerenti il sostegno alle persone che necessitano un supporto nella vita quotidiana e a chi se ne prende cura.
Altro prodotto recentissimo è +Conoscenza-Paura, programma educativo multimediale sulla prevenzione oncologica (realizzato per la start up Prevention for you), che le aziende possono sostenere e proporre ai propri dipendenti in ottica di corporate social responsibility.
Per avere maggiori informazioni sui prodotti presenti nel catalogo Didael KTS, http://www.didaelkts.it/
E-mail Stampa

Didael KTS presenta il nuovo logo

Una nuova identità, per raccontare in modo più efficace alla comunità di clienti e prospect non solo l’offerta di servizi e prodotti attuale, ma l’importante bagaglio storico frutto di 30 anni di lavoro, sfide e traguardi: il 2018 inizia, per Didael KTS, con il refresh del logo aziendale.
Il logo è stato progettato, in sinergia con Gianna Martinengo e il team Didael KTS, da Alberto Cavazzano (42 anni, designer freelance), che qui racconta la sua esperienza. “L’esigenza, da parte della committenza – spiega – era quella di condurre a un rinnovamento, a una nuova immagine, che però riuscisse in qualche modo a dialogare con il passato. Il logo doveva quindi modificarsi senza stravolgersi”.
Il processo creativo utilizzato ha seguito diversi step: è partito dal logo esistente, che ha modificato: “Aggiungendo, per poi sottrarre, ricercando una forma armonica, che riuscisse a rappresentare tutto il dinamismo di Didael KTS. Sono state eseguite varie prove su colore triadici, analoghi, complementari, versioni a quattro e tre colori. Alla fine la scelta è ricaduta sulla soluzione di blu/rosso/verde tre colori triadici”.
Da un punto di vista concettuale, il logo cerca di sintetizzare in modo dinamico ciò che Didael KTS ha rappresentato finora; si compone anche di una forma compatta ad acronimo, e sviluppa un nuovo linguaggio visivo tramite un pattern di forme geometriche elementari, “Che risultano essere anche gli elementi costituivi del logo, il cerchio, il rettangolo la freccia”.
Il percorso verso la definizione di un logo non è mai semplice: le radici di Didael KTS sono forti, ma ugualmente forte è il nostro desiderio di raccontare in modo molto efficace i nostri plus al mercato”, commenta la Presidente Gianna Martinengo. “Anche da un punto di vista visivo, volevamo presentarci come innovativi, ma non ‘improvvisati’, bensì competenti e da sempre inseriti in dinamiche di business che presidiamo con successo, in approcci operativi che possiamo condividere con i clienti con un elevato grado di esperienza. I termini che accompagnano il logo, Knowledge, Technology, Services, definiscono subito, anche agli occhi di chi non ci conosce, quali sono i nostri tre ambiti di competenza: massima efficacia, nel tempo in cui la velocità è il cardine di ogni relazione”.
Il rifacimento del logo è solo il primo di una serie di passi che, in questo anno, Didael KTS compirà nell’ottica del rinnovamento, a livello di immagine e di comunicazione. A breve, infatti, verrà presentato anche il nuovo sito web, unitamente a un catalogo rinnovato dei prodotti.

Pagina 1 di 44

Archivio