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Martedì, 17 Luglio 2018

Progetti in primo piano

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Con Didael KTS l’apprendimento diventa “Giocoso”

Digital learning, gamification e robotica educativa per l'apprendimento dei requisiti per la lettura e la scrittura

I robot, la programmazione, i computer: cosa hanno a che fare con l’apprendimento dei bambini? Da quando la tecnologia è letteralmente “esplosa” anche nelle mani dei più piccoli, esistono molte interazioni fra questa ed il loro apprendimento.

Didael KTS propone oggi il prodotto “Giocoso-Requisiti per la lettura e la scrittura” che si rivolge a genitori e insegnanti della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, e pone particolare attenzione ai BES (Bisogni Educativi Speciali). L’idea parte davvero da molto lontano. È essenziale conoscere l’impegno dedicato alla ricerca scientifica che la presidente dell’azienda, Gianna Martinengo, ha voluto seguire in prima persona sin dagli anni ’80: solo in questo modo si comprende quanto il lavoro di oggi e le attività svolte anche all’interno di Women&Tech-Associazione Donne e Tecnologie (che Martinengo ha fondato), possiedano radici profonde, non improvvisate, non di taglio unicamente commerciale.

 

Cambia la tecnologia, non cambiano i bisogni

Quello che un tempo veniva chiamato “elaboratore” è stato utilizzato, negli anni Ottanta, da Gianna Martinengo per valutare l’apprendimento di un gruppo di 15 bambini con disabilità della Fondazione Pro Juventute Don Carlo Gnocchi di Milano, frequentanti la scuola elementare.

Il corso oggetto della sperimentazione, chiamato al tempo “Italiano di Base”, attraverso passi successivi, basati sulle teorie dell’apprendimento di area cognitiva, mirava a fornire ad ogni bambino mezzi linguistici di base per sviluppare in modo armonico il linguaggio verbale. Supporto operativo era il computer Olivetti M20 ST.

Attraverso una metodologia costruita su base scientifica, il corso esplorava e sfruttava diversi aspetti dell’apprendimento: l’area cognitiva (attenzione, memorizzazione, percezione, rapporto causa effetto, simbolizzazione…), quella di organizzazione del lavoro, quella affettiva-relazionale (stima di sé, motivazione ad apprendere, reazione all’insuccesso, autostima…). Per ogni area venivano individuati il livello di partenza, gli obiettivi da raggiungere, tre fasi di valutazione da effettuarsi in tempi progressivi, la valutazione finale (a cura di insegnante, pedagogista e psicologo).

Questa ricerca sfruttava il computer, come medium tra il bambino, l’apprendimento e la verifica. In quegli anni la comunità scientifica già si interrogava con forza sull’impatto della tecnologia nell’educazione in generale e sulla sua relazione-interazione con le istituzioni e la società nei contesti globali. Proprio nel 1985 Gianna Martinengo portò i risultati della sperimentazione di “Italiano di Base” alla Conferenza Internazionale: “Children in an Information Age: tomorrow’s problem today” di Varna, Bulgaria. In quello stesso consesso era presente l’americano Seymour Papert, matematico, informatico e pedagogista che, ispirandosi alle teorie di Jean Piaget e Maria Montessori, aveva ipotizzato la possibilità che la programmazione di un computer potesse diventare – guarda caso – mezzo didattico. Per rendere concreta questa congettura, aveva inventato un linguaggio: LOGO, che permetteva di realizzare e misurare l’apprendimento nei bambini facendoli programmare i movimenti di una tartaruga virtuale.

Attenzione, memoria, percezione, simbolizzazione, pensiero logico, organizzazione del lavoro, motivazione, autonomia, capacità di gestire gli errori e reagire al fallimento, interazione: questi obiettivi cognitivi venivano già indagati da Gianna Martinengo, oltre 30 anni fa, con il supporto di un elaboratore e poi validati scientificamente, costruendo le fondamenta di quella che oggi – grazie ai passi avanti compiuti dalla tecnologia – è diventata la robotica educativa.

 

Lo stato dell’arte: giocare e apprendere anche con un robot

Dagli anni Ottanta ad oggi, la ricerca scientifica è ovviamente proseguita, anche in casa Didael KTS. L’uso della programmazione tout court, associata all’apprendimento, è stata estesa per comprendere non solo obiettivi algoritmici – cioè: scrivo il programma e lo faccio eseguire al calcolatore – ma anche la progettazione di interazioni e la creatività.

La programmazione, oggi, prevede l’assemblaggio di componenti in contesti fortemente interattivi, di ogni genere, che coinvolgono adulti, giovani e bambini. Il robot è probabilmente lo strumento di programmazione interattiva che può catturare meglio l’attenzione dei bambini nel contesto educativo.

 

“Giocoso nasce dalla mia personale esperienza professionale e imprenditoriale in Italia nel settore dell’apprendimento mediato da tecnologie. Il prodotto nasce dalla comprensione delle abilità percettive dei bambini. Esso accompagna gli educatori: mondo della scuola, famiglie, associazioni, enti. Il risultato consiste nella produzione di materiali didattici che emergono dalla collaborazione tra insegnanti e alunni. Ai tre livelli di apprendimento presi in esame sono anche associate unità didattiche di robotica educativa: si veda di seguito la scheda analitica, all’indirizzo http://www.didaelkts.it/shop/giocoso.html . Finalmente, ai bambini viene dato un obiettivo concreto da raggiungere: il risultato costruito dai bambini è un robot che, se ben programmato, obbedisce ai comandi che gli vengono forniti”.

Il prodotto, inoltre, prevede un alto tasso di interazione tra i partecipanti. Gli esempi ed i risultati possono essere inseriti nella community e condivisi con gli altri operatori o genitori.

 

“Vieni e divertiti” con le iniziative Women&Tech

“Giocoso-Requisiti per la lettura e la scrittura”, firmato da Didael KTS, è sostenuto da una serie di opportunità e attività collaterali che Gianna Martinengo ha ideato per Women&Tech-Associazione Donne e Tecnologie.

In vari periodi dell’anno, in diverse città d’Italia, l’Associazione organizza atelier, workshops aperti alle scuole e alle famiglie nell’ambito coding e robot, aperti a ragazzi dai 5 ai 18 anni.

Un personaggio molto amato dai bambini che partecipano a questi eventi è Cubetto, un simpatico robot di legno che permette di imparare le basi della programmazione attraverso giochi ed avventure.

“Invito tutti coloro che sono interessati alla robotica educativa non solo a utilizzare Giocoso-Requisiti per la lettura e la scrittura, ma anche a partecipare alle attività che hanno Cubetto per protagonista. Trovarsi di fronte un robot, al quale dare indicazioni, ancor prima di saper leggere e scrivere, conduce i bambini a sperimentare – divertendosi – le fasi della programmazione; a rischiare, a provare. In questo modo liberiamo la creatività dei piccoli, che scoprono, al contempo, che se si lavora in più di uno… arrivano anche risultati migliori”.

 

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Social Media Intelligence, arriva il corso per ottimizzare la strategia digital delle aziende

Padroneggiare i Social Media, ossia essere presenti sulle più famose piattaforme, non è, per le aziende, più sufficiente. Il tempo della “presenza” si è concluso (essendo ormai scontato) e tutti devono oggi affrontare un nuovo obiettivo: trasformare le informazioni presenti sui Social in strumenti di business.

Questo è l’oggetto del corso che Didael KTS ha organizzato con la collaborazione di TalkWalker.

Cosa significa poter trasformare i dati in informazioni strategiche?

Un esempio, per capire: in rete, ogni 60 secondi, vengono caricate 243 mila foto su Facebook; vengono effettuate 3,8 milioni di query su Google; spedite 156 milioni di e-mail; aperti 120 nuovi accounti di Linkedin; inviati 350 mila tweet.

A questo si aggiunga che, nel nostro Paese, sono 34 milioni gli utenti attivi sui Social Media (su 59 milioni di italiani): un numero importante, per una dimensione altrettanto rilevante del fenomeno digitale.

Conoscere le informazioni che viaggiano attraverso i vari Social (andamento delle conversazioni, interesse per un certo argomento, importanza degli influencer, sentiment rispetto a un evento) significa, per un’azienda, poter intercettare i trend, gli interessi delle persone e poter di conseguenza ritarare o personalizzare maggiormente l’offerta di un prodotto o servizio.

Questo è possibile grazie agli strumenti di Social Media Intelligence, che aiutano i manager non solo a misurare (per esempio il ritorno di una campagna), ma anche a posizionare correttamente un prodotto o un marchio, in riferimento a quanto sta accadendo nel mondo digital. In una parola, spiega Gianna Martinengo, Presidente di Didael KTS: “Ottimizzare e misurare, grazie agli analytics, l’efficacia della propria strategia, non più in maniera random, ma parametrata agli obiettivi di marketing e commerciali che si vogliono raggiungere”.

Il corso Social Media Intelligence organizzato da Didael KTS si rivolge specificamente ai decisori delle aziende di ogni dimensione, a quelli degli enti pubblici e delle associazioni.

La modalità di fruizione prevede corsi in aula a cui è possibile aggiungere una consulenza specifica personalizzata e un supporto on line.

Docenti saranno Franz Russo (InTime) e Simone Uberti (Didael KTS).

Numerosi e articolati i contenuti che saranno trattati. Dopo la presentazione dei Social Media e delle piattaforme più utilizzati in Italia, il corso fornirà indicazioni per scegliere la piattaforma adeguata per la presenza dell’azienda on line; per inserire i contenuti per una condivisione che sia realmente strategica; preciserà inoltre gli strumenti di Social Media Intelligence che aiutano a ottimizzare la strategia di marketing on line.

“La relazione è l’atto fondamentale che regge tutti i Social Media. Le aziende sono chiamate a gestire questa relazione in modo attento; a proteggere il proprio brand da eventuali attacchi, a valorizzarlo, a creare dialoghi positivi con clienti e prospect, a intuire come si sta muovendo il mercato e rapidamente invertire la rotta. Poter anche misurare e rivalutare le attività che si stanno implementando significa davvero sfruttare il digital in tutte le sue potenzialità”, completa Martinengo.

 

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Genere, scienza e tecnologia

Festival Economia TrentoNell'ambtio della 13° edizione del Festival dell'Economia, in programma a Trento dal 31 maggio al 3 giugno, si svolge il confronto dal titolo "Genere, Scienza e Tecnologia", organizzato a cura dell'Agenzia del Lavoro - Ufficio pari opportunità della Provincia autonoma di Trento.

Coordina i lavori: Barbara Poggio

Intervengono:

  • Chiara Burberi
  • Gianna Martinengo
  • Fiorella Operto
  • Monica Parrella

Il divario di genere nel settore scientifico-tecnologico: presentazione di dati ed esperienze a livello nazionale, per superare gli stereotipi di genere nelle STEM. Quali iniziative mirate per avvicinare le ragazze al coding e alla partecipazione all'ICT e alla robotica.

Dettagli:

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La tecnologia al servizio del welfare aziendale

La Rivoluzione del Welfare Aziendale: semplificazione e innovazione sociale (2016)Ci sono le persone, ci sono i bisogni, c’è la tecnologia. Ci domandiamo da tempo se questi elementi possono essere legati tra di loro.  

Non è una semplice questione di “prodotti digitali in funzione di… un progetto, un obiettivo, un percorso di sviluppo”. Penso che vi sia un ragionamento complessivo da condividere, un punto di vista da dibattere.

La mia visione non parte né dalle macchine né dalla tecnologia slegata dal suo utilizzo: parte dall’analisi della natura delle attività umane. Da questa analisi, nasce il convincimento che le funzioni umane non sono tra loro separabili. Ad esempio: io stessa sono donna, e contemporaneamente madre, imprenditrice, moglie, volontaria, ricercatrice. In momenti successivi ma quasi indistinguibili: leggo, studio, imparo, dimentico, agisco, lavoro, comunico, mi informo, condivido, progetto, realizzo, gioco, cerco, … Questa realtà non può essere affrontata come se le funzioni fossero separabili; al contrario deve essere vista in modo unitario, integrato, olistico. Per questi motivi, la tecnologia che gli individui usano ogni giorno non può rivolgersi ad una sola funzione della persona, ma deve essere pervasiva rispetto ai vari ruoli ed alle varie fasi dell’attività umana.

L'integrazione come punto di partenza per l'uso della tecnologia al servizio del welfare aziendale (Gianna Martinengo, 2011)Proprio per valorizzare questa visione, sin dagli anni ‘80 il mio percorso di ricerca ha riguardato dialogo ed interazione tra persone mediato dalla tecnologia. Nei progetti di innovazione dedicati alle aziende, già allora vi era la necessità di orientare, anzi, centrare gli sviluppi di tecnologie innovative verso una visione interattiva e dialogica. D’altra parte, cos’è l’insegnamento (o meglio: l’apprendimento) se non il risultato di un insieme di conversazioni? Era questa la missione di Dida*el, Didattica con Elaboratore, la mia prima azienda.

Interazione significa inter-azione. L’azione che ognuno esercita sull’altro non è necessariamente fisica, ma può essere cognitiva, ossia può modificare progressivamente conoscenza ed emozioni a disposizione dell’interlocutore. Il dialogo è la struttura comunicativa e l’interazione ne è il risultato. Questo non vale soltanto per l’insegnamento-apprendimento, ma in generale negli scambi tipici dell’attività lavorativa. Il lavoro, nel nuovo mondo dei servizi, è dunque costituito da scambi di conoscenza grazie alle conversazioni: dialoghi ed interazioni. Negli anni ’90 la nostra attività ha dunque progressivamente affrontato i temi del lavoro collaborativo con gli stessi strumenti concettuali validi per le situazioni di insegnamento-apprendimento.

Negli stessi anni 2000 si imponevano progressivamente Internet – la rete – e Web – i suoi contenuti: documenti, persone e classificatori (parole chiave, titoli, …). Questo fenomeno ha amplificato l’interesse collettivo verso una visione dialogica, interattiva ma anche sociale, non più solo personale. In altre parole: tutti hanno avuto progressivamente accesso a tutti gli altri, indipendentemente da luogo e tempo. La costruzione di conoscenza – e l’intelligenza ad essa legata - sono diventate collettive e sempre più sociali.

La centralità della persona ha permeato tutti i progetti di Didael KTS, Knowledge Technology Services, l’azienda che dal 2010 ha adottato come missione aziendale “e-learning, e-work ed e-communication”. Avendo ben presente che intelligenza razionale ed emotiva sono strettamente legate, ci siamo posti il problema degli effetti sociali non più soltanto individuali delle conversazioni in rete. Da ciò il nuovo legame del nostro lavoro non solo su tecniche e competenze individuali, ma anche su aspetti di welfare, inteso come “ben-essere”. Si tratta perciò di sfruttare le tecnologie per migliorare la qualità della vita delle persone.

Da qui è nato per esempio, nel 2011, il progetto Maggiordomo Digitale, in risposta al Bando Regione Lombardia “Cofinanziamento di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale”. Per noi è stato facile entrare in sinergia con questa nuova proposta delle istituzioni: ragionare sui servizi di cui i cittadini ed i dipendenti delle aziende hanno bisogno per lavorare e vivere meglio.

Di pari passo con l’evoluzione della tecnologia, abbiamo osservato con interesse il fatto che le persone chiedessero progressivamente sostegno ed aiuto, e che le aziende fossero sempre più orientate ad offrire soluzioni innovative per migliorare il welfare all’interno delle loro comunità. Contestualmente la normativa ha iniziato a fare piccoli passi, in un percorso che si è fatto virtuoso.

Sono particolarmente orgogliosa di aver ideato il progetto Maggiordomo Digitale, non solo per l’impatto che ha avuto nei confronti della comunità lombarda, ma anche perché si è trattato del primo progetto di innovazione tecnologica e sociale alo stesso tempo, rivolto alle piccole e medie imprese dell’imprenditoria femminile.

A questo punto dell’evoluzione della società, il welfare aziendale è chiamato a una nuova sfida: non più rispondere ai bisogni delle persone solo attraverso semplici ticket di prodotto o di servizio. È richiesto un approccio più ampio, che contempli anche opportunità ed offerte di natura culturale, formativa ed informativa. Questo è conseguenza del nuovo modo di vivere, non solo all’interno del mondo del lavoro, ma anche in famiglia. Sono state identificate nuove esigenze ed opportunità per facilitare e potenziare la qualità della vita nelle città, nelle singole case, sul lavoro, nei trasporti, nelle scuole, …

Questo è il welfare aziendale per il quale Didael KTS sviluppa progetti, prodotti e servizi di consulenza.

A questo proposito, mi fa piacere annunciare che recentemente Didael KTS ha firmato una convenzione con Edenred, azienda specializzata nelle soluzioni transazionali destinate ad imprese, dipendenti e merchant, per proporre alcuni dei propri prodotti a catalogo  all’interno dell’offerta di welfare aziendale. I beneficiari potranno accedere ai numerosi corsi on line frutto della esperienza consolidata e riconosciuta nel digital learning, mediante l’utilizzo dei Ticket Welfare. Il funzionamento è molto semplice: l’azienda assegna un importo ai propri dipendenti, che possono trasformarlo in un ticket spendibile per sé o la famiglia. Le attività convenzionate tra cui può scegliere il beneficiario sono ben 3.000!

I corsi Didael KTS che i dipendenti possono attivare sono tantissimi e comprendono l’apprendimento delle lingue (sia dell’italiano da parte degli stranieri, che delle lingue estere da parte degli italiani, con diversi livelli), i principali pacchetti informatici in uso nelle famiglie, giochi interattivi per scoprire l’uso del pc rivolto ai bambini. Fondamentale - e molto utilizzato anche in contesti differenti - è anche il programma dedicato al caregiving famigliare, Badandum.

“Multimedialità ed coinvolgimento” sono i tratti distintivo di tutti i prodotti Didael KTS che arricchiscono la piattaforma Edenred. Desideriamo che le persone possano accedere alla formazione utilizzando tutti i mezzi più attuali del digital learning, in modo che la comprensione e l’apprendimento siano veloci e molto efficaci. 

Per avere maggiori informazioni in merito alla normativa che sostiene i progetti di welfare aziendale, conoscere le possibilità esistenti (di benefit, iniziative ed aree di interesse), è possibile consultare il sito https://www.welfare-aziendale.it/.

Gianna Martinengo

Scarica e consulta il catalogo dell'offerta DKTS in convenzione con Edenred.

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AGILE & Co. - Pensiero Agile

Il futuro del lavoro tra conciliazione e condivisione

Nell'ambito della Settimana del Lavoro Agile, il Comune di Milano e Didael KTS propongono un talk event dal titolo:

PENSIERO AGILE

Uno sguardo sui cambiamenti spazio-temporali del lavoro e sulle loro implicazioni nella vita delle persone e delle organizzazioni

Riflessioni e conversazioni sul lavoro agile con:

  • Gianna Martinengo
  • Monica Parrella
  • Annamaria Ponzellini
  • Rita Querzé
  • Alessandro Rosina
  • Cristina Tajani

Segue la seconda parte, dedicata a "Coworking a Milano: un mondo in transizione"

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