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Giovedì, 19 Luglio 2018

Progetti in primo piano

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Requisiti per la lettura e la scrittura

Digital learning, gamification e robotica educativa per l'apprendimento dei requisiti per la lettura e la scrittura

DESTINATARI

Il progetto si rivolge a genitori e insegnanti della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, con particolare attenzione ai BES (Bisogni Educativi Speciali).

OBIETTIVI

Il progetto accompagna gli educatori dalla comprensione delle abilità percettive dei bambini alla produzione di materiali didattici che nascono dalla collaborazione tra educatori e discenti.
È stato pensato per favorire lo sviluppo armonico delle abilità di base, che consentono ai bambini di apprendere le tecniche di lettura e scrittura.
Attraverso attività ed esercitazioni, il corso permette di individuare eventuali "blocchi" che impediscono il decorso dell'apprendimento.
È inoltre possibile verificare le tappe del percorso di apprendimento e gli esiti finali.

CONTENUTI E STRUTTURA

Il corso identifica tre livello di apprendimento che prendono in esame le abilità necessarie per apprendere a leggere e scrivere: I) Fase di apprendimento globale (percettiva): l'educazione psicomotoria è la prima modalità di intervento formativo, perciò le esercitazioni hanno come obiettivo lo sviluppo delle abilità di tipo percettivo relative allo spazio e al tempo e lo sviluppo delle abilità motorie. II) Fase di manipolazione: intende sviluppare la capacità di formulare un progetto, di realizzarlo, di modificarlo e di verificarne le funzionalità. III) Fase di astrazione e generalizzazione: prevede attività interattive integrate con le altre attività inserite nel progetto. Il bambino opera su immagini presentate secondo un criterio di progressiva astrazione e generalizzazione. Si passa infatti da contenuti figurativi e forme astratte a forme geometriche e a contenuti formali come lettere e numeri.
Il corso comprende inoltre unità didattiche di robotica educativa: queste sono sempre introdotte da un breve video, che arricchisce l'opportunità di comprensione, sia nella fase globale di apprendimento che di manipolazione. Dopo il video, le unità spiegano come costruire e programmare un piccolo robot che, nei vari ambiti, agisce come strumento a integrazione dei contenuti didattici. Le esercitazioni sono previste in due versioni: Test e Gioco.
A supporto degli educatori, il corso propone le indicazioni e una guida per verificare e valutare gli obiettivi raggiunti dai bambini, sotto forma di schede di verifica allegate alle schede di lavoro, e di schede di valutazione relative a ogni abilità percettiva della Conoscenza.

MANUALE - Cosa contiene

Il Manuale d'uso didattico dei corsi contiene:

  • Il concetto di requisiti per la lettura e la scrittura
  • Il metodo utilizzato per costruire il corso
  • L'uso che l'educatore può farne nella preparazione dei percorsi didattici
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Didael KTS e KnowAndBe.live per l’educazione alla prevenzione oncologica

Didael KTS ha offerto la propria expertise al progetto “KnowAndBe.live, +Conoscenza -Paura” di Prevention for you s.r.l., start up di innovazione sociale impegnata a erogare ad aziende, enti pubblici, istituzioni e associazioni un programma educativo sulla prevenzione oncologica da inquadrare in ambito di welfare aziendale.

Per quale motivo c’era la necessità di uno strumento di questo genere?

Semplicemente, nonostante a tutti sia noto che la diagnosi precoce sia l’arma migliore per affrontare il tumore e guarire – oggi in Italia si ammalano 1000 persone ogni giorno, quasi la metà sono donne; più di 3 milioni sopravvivono a 5 anni dalla diagnosi* - bassa è l’adesione ai programmi di screening, specie al Centro Sud. Inoltre il 37% delle persone nel nostro Paese ha paura di una diagnosi infausta.

Per colmare questo gap conoscitivo e lavorare sul supporto informativo e sulla consapevolezza, KnowAndBe.live, propone una serie di corsi dedicati a questo tema.

I corsi sono stati sviluppati e progettati da Didael KTS e utilizzano una didattica moderna e interattiva, facendo largo uso delle animazioni audio e di un questionario interattivo che personalizza lo schema dei controlli a cui aderire, in funzione del proprio profilo o di quello dei propri cari. La terminologia scelta per comunicare con le persone è semplice e mira ad allontanare i temi legati alla patologia da un ambito semantico fortemente negativo (che purtroppo è il più utilizzato abitualmente).

I corsi di formazione a distanza sono composti da quattro moduli e coprono i tumori oggetto di screening. Il primo modulo è dedicato alla conoscenza del cancro, il secondo al cancro del collo dell’utero, il terzo al cancro della mammella, il quarto al cancro del colon-retto. Ogni modulo spiega quale organo viene interessato, le tipologie di persone maggiormente colpite, l’evoluzione della malattia, i sintomi, gli strumenti diagnostici e i trattamenti, i controlli necessari.

I corsi di formazione sono realizzati in collaborazione e con la supervisione scientifica di AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici).

 

 

Didael KTS si è anche occupata di realizzare il video che compare nell’home page del sito KnowAndBe.live, nel quale sette persone raccontano la propria esperienza con la malattia, le fatiche incontrate e testimoniano l’importanza della prevenzione.

“La tecnologia -  spiega la Presidente di Didael KTS, Gianna Martinengo- trova la sua forma più alta di espressione proprio in progetti di questo genere, che sostengono e supportano la veicolazione di informazioni rilevanti, utilizzando un linguaggio adeguato e un’interazione digitale che facilita la comprensione della tematica e, in questo caso, spinge all’azione, ossia alla prevenzione attiva e ai controlli. Questi sono i percorsi formativi che Didael KTS ama particolarmente, forte dei suoi 30 anni di esperienza in un ambito che possiamo definire ‘sociale allargato’, che va dall’inclusione al digital divide, al self empowerment delle donne, alla prima alfabetizzazione informatica”.

Nel caso di KnowAndBe.live, prosegue la Presidente: “Ho voluto – in quanto credo assolutamente nella causa – investire del tempo personalmente nel progetto. È stato anche un piacere e un onore ideare lo slogan ‘+conoscenza -paura’ che oggi accompagna tutta la comunicazione della start up”.

 

 

*fonte AIRTum

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www.ispionline.it, firma Didael KTS

ISPIUna nuova veste, accattivante, ricca di immagini che consentono una consultazione semplice e immediata. L’Ispi, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale,riconosciuto tra i più prestigiosi think tank dedicati allo studio delle dinamiche internazionali, ha riposizionato a livello di immagine e di contenuti il proprio sito web, affidandosi a Didael KTS.

Nel tempo della velocità e della molteplicità delle fonti informative, nonché dei device a disposizione per la fruizione dei dati, Ispi aveva necessità di rendere il proprio sito “leggero”, mantenendo però la sua consueta autorevolezza.

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Didael KTS e ATM nuovamente insieme per il “Cittadino Digitale”

ATM, l’Azienda Trasporti Milanesi, è da sempre impegnata nel fornire ai propri dipendenti un’adeguata formazione. Il tema è particolarmente sentito da quando la tecnologia ha fatto il suo ingresso in modo importante nella vita sia professionale che personale delle persone.

Didael KTS, in quanto realtà specializzata nell’ideazione di soluzioni integrate per la formazione, in ottica di “evolving knowledge”, da diversi anni è a fianco di ATM proprio supportare l’azienda nei temi dell’inclusione digitale.

Dopo aver completato con successo diverse edizioni del progetto “Imparo facendo – percorso di riqualificazione informatica in ATM”, lo scorso anno Didael KTS ha proposto il “Cittadino Digitale”, che aveva l’obiettivo di aiutare i dipendenti a migliorare le proprie conoscenze in ambito IT.

Una nuova edizione del corso si sta tenendo proprio in queste settimane, e si concluderà nel mese di dicembre.

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Badanti, risorse preziose (che possiamo aiutare con la tecnologia)

C’è un sottobosco nutrito e silenzioso che ogni giorno si fa carico di una fetta di popolazione: sono i caregiver, ossia le persone che si “prendono cura” dei più deboli, in questo caso con preciso riferimento agli anziani. I numeri sono in crescita, sia per quanto riguarda il numero di persone appartenenti alla “quarta età” che, di conseguenza, di coloro che se ne fanno carico. Come spesso ricordano anche i politici, stiamo parlando delle vere “colonne portanti” di un Paese destinato a invecchiare (nel 2050 le persone con almeno 75 anni saranno un quarto della popolazione), con prospettive di vita portate sempre più in là.

I numeri ci aiutano a inquadrare il fenomeno. All’interno della vasta platea dei collaboratori domestici, il 42% è composto da badanti, pari a 375mila persone (dati Fondazione Leone Moressa in collaborazione con Domina), provenienti per la maggior parte (60%) dall’Est Europa.

È anche possibile ipotizzare il futuro: nel medio periodo, ossia entro 15 anni, la domanda di badanti arriverà a 500 mila unità.

Quali sono le implicazioni di questi dati? Tantissime, possiamo addirittura categorizzarle, dalle più incombenti, alle più strategiche, alle più “politicamente interessanti”.

Proviamo a percorrere la via della ragionevolezza e del pragmatismo: le badanti non sono una sottocategoria del moderno proletariato, ma un “target” ben preciso di lavoratori (quasi sempre lavoratrici) che esprime interessi, diritti, che deve essere inquadrato nella comunità di riferimento, che richiede servizi esattamente come ogni altro “target” di cittadino (insegnante, infermiere, insegnante e così via).

La pensione, l’invio del denaro all’estero, la copertura sanitaria, l’assunzione con regolare contratto sono solo alcuni dei temi con cui le badanti si confrontano ogni giorno con il proprio datore di lavoro italiano.

A questo punto, però, la strada si divide, o meglio si ramifica, perché gli attori sono giustamente due. Ipotizziamo una classica situazione che si verifica ormai nella stragrande maggioranza delle famiglie italiane: l’anziano non è più autosufficiente, figli e nipoti lavorano, occorre un aiuto subito. Nel giro di due giorni si passa da “situazione tranquilla” a “ginepraio assurdo”, con le famiglie che faticano a: comprendere come relazionarsi con l’anziano; trovare una badante; iniziare-completare le pratiche burocratiche annesse a questa nuova figura.

Dall’altra parte, la badante magari in cerca di lavoro fatica a comprendere il funzionamento delle regole italiane, ha difficoltà con la lingua. Oppure è alla sua prima esperienza, ma siccome non esiste una “scuola per badanti”, tutto le risulta assai difficile.

Sappiamo che il mondo non è perfetto e che le problematiche di cui sopra mettono davvero in affanno famiglie, anziani e badanti.

Due sono le possibilità: o lasciamo che ciascuno si gestisca il suo caos, intanto alla fine, in un modo o in un altro, la pratica si conclude e la badante si trova e si “colloca”. O troviamo una soluzione.

Noi di Didael KTS l’abbiamo trovata. A modo nostro, ovvero con la tecnologia. Abbiamo tra le mani, ogni giorno, device tecnologici con i quali comperiamo, vendiamo, organizziamo, comunichiamo. Perché non sfruttarli anche per agevolare per esempio la conoscenza, migliorarla e quindi rendere tutto più semplice? Pensate a una soluzione, fruibile da computer, multimediale, che in pochi passi vi insegna a relazionarvi con l’anziano fragile, magari non autosufficiente. Pensate a quanto sarebbe utile non solo per i famigliari, ma anche per gli assistenti familiari, gli operatori socio sanitari, i medici di famiglia.

Dall’altra parte, pensate a quanto è prezioso un supporto, sempre digitale, che in pochi clic vi accompagna a districarvi nella giungla dei rapporti contrattuali tra voi e la badante, o a gestire in modo pratico il suo inserimento in casa.

A volte pensiamo che per i grandi problemi occorrano strategie imponenti. Certo, quelle servono (specie per il lungo periodo), ma perché non partire, con buon senso, dai piccoli passi che migliorano il quotidiano? 

Gianna Martinengo

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